Medicina integrata

I dubbi sul cervello ibrido uomo-topo⎢ Diabete gestazionale e cuore

HealthDesk - Lun, 10/17/2022 - 05:45

 

Il cervello ibrido uomo-topo per studiare le malattie neurologiche solleva questioni etiche L’organoide di cervello umano trapiantato nel cervello di un topo ha dato vita a un cervello ibrido. I neuroni umani comunicano con quelli dell’animale. La nuova chimera potrebbe servire per lo studio delle malattie neurologiche o psichiatriche. Lo studio su Nature solleva questioni etiche Leggi tutto Il diabete gestazionale alza il rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari Le donne che hanno avuto il diabete in gravidanza, anche se non lo sviluppano successivamente, hanno un rischio del 44 per cento maggiore di sviluppare malattie cardiovascolari come infarto e scompenso cardiaco o cerebrovascolari come ictus. E per questo devono essere attentamente monitorate Leggi tutto Altre notizie Tumore al seno, a Roma seconda tappa del CardioBreast - Dragon Boat Festival Da pediatri di famiglia un manuale per prevenire gli incidenti nei bambini Risultati positivi per nuovo farmaco per l’ipertensione arteriosa polmonare Melanoma: il cortometraggio “Amici per la pelle” spiega i progressi dell’immunoncologia Pediatri di famiglia: “l’80% dei bambini obesi resta tale da adulto. Lo svezzamento è una fase critica”
 Iperplasia prostatica: le nuove tecniche post-intervento possono ‘salvare’ l’eiaculazione. Successo fino all’85%  Covid-19, più di 9 casi su 10 causati da sottovariante BA.5 Premio e-Health4All: non solo telemedicina ma anche genomica ed intelligenza artificiale. Il 9 novembre a Roma la presentazione Continua nella XIX legislatura il lavoro dell’intergruppo parlamentare “Qualità di vita nelle città” Dolore cronico: Italia ultima in Europa per uso oppioidi. Fondazione ISAL lancia la “rieducazione sentimentale” per una buona cura


Testata registrata presso il Tribunale di Roma, n. 53/2014

© Mad Owl srl 2022
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I dubbi sul cervello ibrido uomo-topo⎢ Diabete gestazionale e cuore

HealthDesk - Dom, 10/16/2022 - 19:06

 

Il cervello ibrido uomo-topo per studiare le malattie neurologiche solleva questioni etiche L’organoide di cervello umano trapiantato nel cervello di un topo ha dato vita a un cervello ibrido. I neuroni umani comunicano con quelli dell’animale. La nuova chimera potrebbe servire per lo studio delle malattie neurologiche o psichiatriche. Lo studio su Nature solleva questioni etiche Leggi tutto Il diabete gestazionale alza il rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari Le donne che hanno avuto il diabete in gravidanza, anche se non lo sviluppano successivamente, hanno un rischio del 44 per cento maggiore di sviluppare malattie cardiovascolari come infarto e scompenso cardiaco o cerebrovascolari come ictus. E per questo devono essere attentamente monitorate Leggi tutto Altre notizie Tumore al seno, a Roma seconda tappa del CardioBreast - Dragon Boat Festival Da pediatri di famiglia un manuale per prevenire gli incidenti nei bambini Risultati positivi per nuovo farmaco per l’ipertensione arteriosa polmonare Melanoma: il cortometraggio “Amici per la pelle” spiega i progressi dell’immunoncologia Pediatri di famiglia: “l’80% dei bambini obesi resta tale da adulto. Lo svezzamento è una fase critica”
 Iperplasia prostatica: le nuove tecniche post-intervento possono ‘salvare’ l’eiaculazione. Successo fino all’85%  Covid-19, più di 9 casi su 10 causati da sottovariante BA.5 Premio e-Health4All: non solo telemedicina ma anche genomica ed intelligenza artificiale. Il 9 novembre a Roma la presentazione Continua nella XIX legislatura il lavoro dell’intergruppo parlamentare “Qualità di vita nelle città” Dolore cronico: Italia ultima in Europa per uso oppioidi. Fondazione ISAL lancia la “rieducazione sentimentale” per una buona cura


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Il diabete gestazionale alza il rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari

HealthDesk - Dom, 10/16/2022 - 12:13
L’associazione Sitting_pregnant_woman_in_red.jpg Immagine: Nicu Buculei, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons Il diabete in gravidanza è un fattore di rischio di malattia cardiovascolari anche se in assenza di Le donne che hanno avuto il diabete in gravidanza, anche se non lo sviluppano successivamente, hanno un rischio del 44 per cento maggiore di sviluppare malattie cardiovascolari come infarto e scompenso cardiaco o cerebrovascolari come ictus. E per questo devono essere attentamente monitorate

Le donne che hanno avuto il diabete in gravidanza (diabete gestazionale)  hanno un maggior rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, tra cui infarto, scompenso cardiaco, ictus. Le loro condizioni di salute andrebbero monitorate attentamente per lungo tempo dopo il parto. L’associazione è emersa in maniera evidente in uno studio condotto in Cina che attribuisce proprio al diabete gestazionale e non ad altri fattori di rischio cardiovascolari, nemmeno al diabete sviluppato al di fuori dalla gravidanza, la maggiore predisposizione a condizioni cardiovascolari e cerebrovascolari. Significa cioè che le donne che hanno avuto il diabete solo durante la gravidanza e non lo hanno più avuto, sono comunque più predisposte a problemi vascolari. 

I ricercatori hanno passato in rassegna 15 studi osservazionali pubblicati tra il 2006 e il 2022, condotti in Canada, Stati Uniti, Regno Unito, Israele, Svezia, Francia, Iran, Corea e Danimarca. 

In tutto la meta-analisi ha coinvolto oltre 51mila donne con diabete gestazionale, di cui 9.500 avevano sviluppato malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. Nel gruppo di controllo composto da oltre 8 milioni di donne senza diabete gestazionale, c’erano circa 79mila casi di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. 

Rispetto alle donne senza diabete gestazionale, le donne che avevano sviluppato il diabete in gravidanza mostravano un aumento del 45 per cento di incidenza di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari in generale e, nello specifico, un aumento del 72 per cento delle malattie cardiovascolari e del 40 per cento per malattie cerebrovascolari.

Le donne con diabete gestazionale erano maggiormente a rischio di di malattie coronariche, infarto (infarto del miocardio), insufficienza cardiaca, angina, procedure cardiovascolari e ictus e avevano una probabilità del 28 per cento maggiore di sviluppare gravi coaguli di sangue (tromboembolia venosa). 

«I risultati di questa revisione sistematica e meta-analisi suggeriscono che le donne con una storia di diabete mellito gestazionale sono a rischio significativamente più elevato di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari in generale e a rischio variabile per i tipi più comuni di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, tra cui infarto del miocardio, insufficienza cardiaca, ictus e tromboembolismo venoso, anche dopo aver tenuto conto dell’etnia, delle caratteristiche sociodemografiche, del livello di istruzione e di fattori di rischio convenzionali per malattie cardiovascolari e cerebrovascolari», commentano i ricercatori.

In particolare, va sottolineato che il maggiore rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari nelle donne con diabete gestazionale è rimasto evidente anche in assenza di una diagnosi di diabete conclamato a distanza di tempo dalla gravidanza. 

Il meccanismo preciso mediante il quale il diabete gravidico  contribuisca all'aumento del rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari rimane sconosciuto, scrivono gli autori dello studio. 

Ma la sola presenza dell’associazione, pur ignorandone le cause, basta a giustificare la necessità di monitorare a lungo termine le donne che hanno avuto il diabete gestazionale. 

«I nostri risultati evidenziano la necessità di un intervento precoce nelle donne ad alto rischio di diabete mellito gestazionale e di un monitoraggio continuo delle donne con diabete mellito gestazionale», concludono i ricercatori. 

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Tumore al seno, a Roma seconda tappa del CardioBreast - Dragon Boat Festival

HealthDesk - Sab, 10/15/2022 - 16:57
L'appuntamento Dragon boat.jpg © HealthDesk

Si è tenuta sabato 15 ottobre, a Roma, al Laghetto dell’Eur, la seconda tappa del CardioBreast - Dragon Boat Festival, evento sportivo promosso dall’Istituto Nazionale Ricerche Cardiovascolari (Inrc) con la collaborazione della Federazione Italiana Dragon Boat, il patrocinio e la partecipazione della Lega Italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) e l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno (Andos), con il contributo incondizionato di Daiichi Sankyo Italia. 

L’iniziativa nasce per sensibilizzare l’opinione pubblica sui benefici di questa disciplina sportiva che si svolge su lunghe imbarcazioni con poppa e prua che ricordano un dragone, e che grazie alle sue peculiari caratteristiche, non solo contribuisce alla prevenzione cardiovascolare, ma da anni supporta la ripresa e il benessere psicofisico delle donne operate al seno a causa di un carcinoma mammario.

La competizione amichevole ha visto sfidarsi in acqua tre squadre di donne operate per un tumore al seno: la Dragon Boat LILT Latina, l’Abbraccio Rosa di Roma e ANDOS Civitavecchia.

   Durante l'evento era presente anche un camper dell'Inrc, che ha offerto l'opportunità di effettuare screening cardiologici gratuiti, con controlli della funzionalità cardiaca, elettrocardiogramma, controllo pressorio ed ecoscopia cardiaca. Ottanta persone si sono sottoposte ai test diagnostici. 

  La giornata si è conclusa con la premiazione per le squadre e un lancio di fiori in acqua in memoria delle pazienti con cancro al seno che non ce l’hanno fatta. 

 

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Da pediatri di famiglia un manuale per prevenire gli incidenti nei bambini

HealthDesk - Sab, 10/15/2022 - 15:54
Bambini

«Gli incidenti domestici, dopo i tumori, in Italia sono la seconda causa di mortalità in età pediatrica, con oltre il 20% di tutti i decessi. Ogni anno arrivano in Pronto Soccorso 350mila bambini tra zero e 14 anni. I costi umani, sociali ed economici sono altissimi e si tratta di eventi che possono essere perlopiù evitati». Così, Antonio D’Avino, presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, presenta il manuale “«Mamma, papà…mi proteggete? Guida alla prevenzione degli incidenti e manovre salvavita”, distribuito in occasione dell’ultima giornata del congresso scientifico nazionale FIMP.

«In questo documento intersocietario – spiega D’Avino – sono stati presi in considerazione tutti gli ambienti (indoor ed outdoor) in cui si possono verificare gli incidenti, sono stati quindi descritti i principali pericoli per il bambino e le raccomandazioni in tema di prevenzione. Gli argomenti, di cui abbiamo voluto sistematizzare la conoscenza, trattano dei pericoli in viaggio, di quelli domestici, derivanti da acqua, fuoco ed elettricità, fino agli infortuni che occorrono nelle attività sportive. L’inalazione di corpo estraneo ed il trauma cranico, sono altri due temi purtroppo centrali nel volume, che contiene raccomandazioni divise anche per fasce d’età, da inserire nei Bilanci di Salute programmati sin dalla nascita», aggiunge. 

La gran parte degli incidenti, ben il 75% avvengono in ambiente domestico. «Un dato preoccupante riguarda le intossicazioni e gli avvelenamenti (87,9% in ambienti domestici), nell’ambito dei quali basti citare, a titolo di esempio, il 32,1% riferito all’intossicazione da farmaci, il 27,1% ai prodotti per la pulizia della casa, il 2,3% alle piante da appartamento», dice il segretario alle Attività Scientifiche ed Etiche di FIMP e Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, Giuseppe Di Mauro. «La fascia di età 1-4 anni è quella maggiormente rappresentata, seguita dalla fascia 5-9 anni, in entrambi i casi con prevalenza di maschi rispetto alle femmine».

Da questi dati nasce l’idea di istituire, in seno alla Federazione Italiana Medici Pediatri, l’area Prevenzione, Urgenze, Emergenze responsabili (PUER). 

Francesco Carlomagno, neo referente nazionale, spiega il senso dell’operazione e di questa guida:«Gli infortuni negli ambienti di lavoro sono da tempo oggetto di un’attenta analisi in merito all’incidenza, alla tipologia, alle cause strutturali, tecnologiche, organizzative e alle conseguenze per le persone e le aziende. In ambito occupazionale gli aspetti della prevenzione sono disciplinati da un ampio retroterra legislativo italiano e comunitario. Non altrettanto si può affermare per quanto riguarda gli eventi infortunistici che interessano la persona nel proprio ambiente di vita. “Mamma, papà…mi proteggete? Guida alla prevenzione degli incidenti e manovre salvavita” è indirizzata ai pediatri di famiglia, al fine di renderli protagonisti principali dell’informazione educativa in tema di prevenzione degli incidenti in età evolutiva, ovvero quella compresa tra zero e 16 anni, in linea con il nostro ruolo all’interno del servizio sanitario nazionale che è orientato a una gestione globale della salute del bambino e dell’adolescente, nel contesto familiare e sociale in cui vive».

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